CHE COS'È UN ALZHEIMER CAFÉ

L’invenzione dell’Alzheimer café è di uno psichiatra olandese, Bere Miesen, e risale all’anno 1997, a Leida.
Da allora, molti ne sono sorti in Europa e alcuni, più recentemente, anche in Italia. L’idea iniziale è quella di “sdrammatizzare” la malattia sgomberandola dallo stigma sociale che la connota – e che condiziona inevitabilmente il vissuto di malati e familiari – è stata declinata nei modi più diversi. Elemento comune è un luogo dove gli anziani con problemi di deterioramento cognitivo e i loro parenti possano ritrovarsi in un clima di
“normalità”, sottolineato dal consumare insieme, in uno spazio accogliente, un caffè o una bibita, e dall’interazione con altri soggetti, e da qui è rimasto il nome Alzheimer café.
Da questo nucleo centrale si dipanano poi possibilità diverse, che tendono a differenziarsi soprattutto a seconda della sede ospitante. E queste sedi sono, in concreto, le più svariate.
Molte realtà hanno trovato accoglienza in bar “normali” che offrono un pomeriggio alla settimana o al mese, molte altre sono nate all’interno di strutture socio-sanitarie (RSA, Centri diurni, Centri per anziani ecc.), di edifici religiosi, di associazioni culturali o associazioni di familiari dei pazienti. Prendendo quindi connotazioni anche molto diverse tra loro.
