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PROGETTO DIRITTO ALLA DEMENZA

“Principali bisogni psicologici delle persone con demenza” -  Tom Kitwood, Riconsiderare la demenza, Feltrinelli 2015 

 

L'idea alla base del progetto è semplice: dare alla persona con demenza la possibilità di esprimere le proprie scelte e realizzare i propri desideri, in una rete di relazioni positive. In altre parole riconoscerla come soggetto portatore di esperienza, dando valore alle sue competenze e alle sue emozioni, accompagnandola nella scoperta di bisogni e di possibili risorse.

Abbiamo immaginato di intervenire affiancando alla famiglia coinvolta un operatore professionale, per un periodo di sei mesi, con lo specifico compito di concordare con la persona e il suo caregiver una o più azioni utili per dare corpo a questa idea e concretamente fattibili.

Una call della BCC di Milano ci ha dato l'opportunità di realizzare nel 2021 una campagna di finanziamento dal basso sulla piattaforma Ginger, che ha avuto un buon risultato. E' stato quindi possibile realizzare nel 2022/23 tre interventi "sperimentali". E' stata un'esperienza limitata ma complessa, dalla quale abbiamo ricavato la conferma delle potenzialità di questo tipo di intervento e anche alcune importanti indicazioni.

In primo luogo abbiamo constatato quanto sia necessario il coinvolgimento della comunità, sia per raggiungere le situazioni più isolate e difficili, sia per sostenere nel tempo le azioni proposte. Non si tratta solo di migliorare l'informazione intorno al progetto, ma di costruirlo in modo realmente partecipato, attraverso un metodo di lavoro ben definito e con tempi adeguati. La sottovalutazione di entrambi questi aspetti ha rappresentato un punto di debolezza significativo, che dovrà essere corretto in ogni futura programmazione.

Grande importanza - in positivo - hanno avuto gli strumenti con i quali monitorare l'intervento. In particolare abbiamo utilizzato una sorta di contratto per concordare le azioni previste e si è dimostrato utile proporre sia agli operatori che alle famiglie di tenere un diario.

Abbiamo anche sperimentato come possa essere preferibile che il lavoro su ogni singolo caso sia condotto da due operatori: questo garantisce maggior continuità e soprattutto una valutazione più equilibrata della situazione.

Infine il tipo di intervento non è adatto, ovviamente, a tutte le famiglie: è quindi importante affinare criteri e procedure di reclutamento.

Purtroppo, esaurita questa fase sperimentale, sono venute meno le risorse per un rilancio del progetto: esso resta nelle nostre intenzioni.

Chi desiderasse saperne di più, sia su quanto fatto sia sulle prospettive future può mandarci una mail all'indirizzo  segreteria@alconfine.net

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